Festa di Sant’Agata a Catania 

Ogni anno Catania offre alla sua patrona una festa straordinaria che può essere paragonata alla Settimana santa di Siviglia o al Corpus Domini di Cuzco, in Perù. In quei tre giorni la città dimentica ogni cosa per concentrarsi sulla festa. Misto di devozione e di folklore, che attira ogni anno sino a un milione di persone, tra devoti e curiosi.

Celebrata il 5 febbraio, Sant’Agata è la protettrice dei fonditori di campane (che venivano suonate quando si verificavano gravi avvenimenti, cioè nel momento in cui la santa veniva invocata). Dei tessitori (secondo la leggenda per cui Agata, una specie di Penelope cristiana, avrebbe convinto un uomo insopportabile che voleva prenderla in matrimonio ad aspettare che venisse conclusa una tela che stava realizzando, che lei tesseva di giorno e scuciva di notte). Dei vigili del fuoco (poiché in epoca medievale veniva invocata per la protezione dagli incendi). E delle donne colpite da malattie al seno (poiché ella venne uccisa dopo aver subito l’amputazione delle mammelle). Agata nasce a Palermo o a Catania nell’anno 238. Consacratasi a Dio come diaconessa intorno ai ventuno anni, esercita un ruolo attivo all’interno della comunità cristiana.

Impegnata nella catechesi e preparando i giovani a essere battezzati, comunicati e cresimati. Successivamente subisce delle molestie dal proconsole Quinziano, arrivato a Catania allo scopo di far abiurare pubblicamente i cristiani.

Invaghitosi della ragazza, Quinziano, dopo aver saputo della sua consacrazione, le impone di ripudiare la propria fede: Agata, però, rifiuta di adorare gli dei pagani. E per questo motivo viene affidata per alcune settimane alla custodia rieducativa di Afrodisia, cortigiana corrotta, con lo scopo di sottometterla alla volontà del proconsole. Ma ciò non ebbe successo in quanto la giovane non perse la fede in Dio al punto che le sue tentatrici rinunciano all’impegno di corromperla e la riconsegnano a Quinziano. Agata viene quindi portata in carcere, dove subisce numerose violenze che hanno lo scopo di farle cambiare idea. Dapprima viene fustigata e, tramite delle tenaglie, sottoposta a un crudele strappo delle mammelle poi è obbligata a camminare sui carboni ardenti. Agata muore nella sua cella la notte del 5 febbraio 251.

Le reliquie di Sant’Agata si trovano attualmente nel duomo di Catania.

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